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L'area
marmifera di Botticino , Nuvolera
e Nuvolento è una componente
essenziale per l'economia del territorio.
Nel comprensorio sono presenti 11
ambiti estrattivi con oltre 40 cave
attive gestite da numerose aziende che
estraggono marmi prevalentemente
del tipo Botticino classico,
semiclassico
e fiorito. I blocchi estratti vengono successivamente trasportati nelle sedi di lavorazione.
Le superfici territoriali interessate dalle attività estrattive
nell'insieme delle località si estendono per circa 3.800 ettari
di territorio boschivo termofilo e vegetazione degradata.
Il volume di estrazione previsto dal Piano Provinciale Cave redatto dai tecnici della Provincia di Brescia
è , per il primo decennio, di circa 23 milioni di tonnellate.
Tutto l'ambito estrattivo si trova in un'area di buona importanza
naturalistica, che va salvaguardata e migliorata nelle parti degradate
.
La cavazione deve diventare un momento di utilizzo produttivo
di un minerale nobile ed economicamente vantaggioso e non creare danni
irreversibili nel territorio. Il recupero naturalistico è una
delle priorità nel Comprensorio, come indicato chiaramente nel Piano Provinciale Cave.
Il recupero dovrà essere effettuato in modo contestuale con la cavazione,
utilizzando esclusivamente specie arboree e arbustive autoctone presenti,
e ripristinando i versanti che sono stati degradati da passate cavazioni.
Tutti gli interventi vanno effettuati ricreando momenti di ricucitura
tra le geometrie create dalle cave nella fase finale di abbandono
delle aree estrattive e la morfologia naturale dei versanti.
Le diverse fasi di cavazione si devono fondere con il paesaggio montano,
limitando al massimo la loro visibilità esterna.
Inoltre è necessario mantenere la funzionalità degli
impluvii, dei reticoli naturali presenti e dei circuiti idrici sotterranei
intercettati dall'attività estrattiva, che vanno salvaguardati
per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico.
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