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Il tema su cui è nato originariamente questo progetto di lavoro, oramai più di 3 anni fa, parlava di “sviluppo territoriale e risanamento territoriale”.
In un certo modo il tema è diventato ancora più attuale rispetto a qualche anno fa, anche se con un indirizzo diverso.
In questi anni gli strumenti legislativi sono cambiati e oggi vengono chieste verifiche e valutazioni ambientali sempre più stringenti sia nella fase di progettazione che in quella di programmazione territoriale.
La compatibilità della politica ambientale delle aziende nei confronti di temi quali emissioni Co2, etc è vista oggi a scala globale, dalla stampa economica di tutto il mondo, come uno degli elementi chiave per determinarne la crescita e il futuro.
Anche a scala locale ma è innegabile che la società stia premiando chi svolge politiche ambientali compatibili.
Il tema è delicatissimo per le attività estrattive, attività importantissime per lo sviluppo economico di una nazione ma spesso fortemente impattanti.
Il rischio è che queste risorse e bene comune, mal gestite, diventino un danno per l’ambiente, aumentando il degrado fino alle estreme conseguenze, e cioè che da elementi positivi per lo sviluppo socio-economico diventino elementi negativi e di peso e costo sociale e non solo in termini di qualità della vita ma anche economico.
Il punto, in tutto questo, è che qualsiasi sviluppo è il frutto di scelte fatte dalla società attraverso i vari rappresentanti della collettività, nelle varie forme istituzionali e in quelle associazionistiche di categoria.
La Fillea vuola partecipare alle scelte e quindi allo sviluppo portando avanti e di fronte alla collettività il proprio punto di vista.
Da un lato rafforzare la funzione di rappresentanza e difesa per i cittadini lavoratori che operano nel settore, sono quindi ingranaggio dello sviluppo, e ancora oggi spesso si trovano a operare in condizioni di lavoro difficilissime e dall’altro promuovere lo sviluppo del territorio, anche attraverso la propria sensibilità e ruolo istituzionale, nelle forme e nei modi qui discussi.
E la strada verso lo sviluppo socio-economico, per far breve un lungo discorso, per le attività estrattive del nostro territorio oggi è legata alla capacità di operare in sintonia con chi abita nel territorio, incentivare una legislazione che favorisca garanzie sociali ai lavoratori e dia garanzie di stabilità autorizzativi alle aziende che operano, e alle aziende, lo sfruttamento razionale delle risorse, l’incentivazione alle buone pratiche.
Uno sviluppo che non tenga conto di questi aspetti rischia di diventare il prodotto di lobbing trasversali, in una direrzione o nell’altra, ma chenel complesso che non giovano all’interesse della collettività.
Il miglior modo per realizzare tutto questo è un’intesa delle parti.
Il polo del Botticino è il punto di partenza dal quale la Fillea-Brescia vuole partire per n ragionamento a tutto tondo sul territorio di Brescia e quindi cercare di allargare il dibattito coordinandosi a scala regionale.
Infatti la Fillea è attualmente soggetto presente in tutte le consulte cave provinciali in Lombardia.
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