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Marmo di Botticino: caratteristiche generali
(Prof. G. Di Battistini)
Il Marmo di Botticino viene estratto da una Formazione calcarea nota nella letteratura geologica con il nome di Corna, di età Trias superiore-Giurassico inferiore, sedimentatasi in un ambiente di mare poco profondo (ambiente subtidale-intertidale) nell'ambito del Dominio Sudalpino.
Questi marmi rappresentano infatti sedimenti depostisi circa 200 milioni di anni fa, in un ambiente bahamiano (mare basso e lagunare con acque calde e ricche di microfauna), facente parte del Bacino Lombardo collocato sul margine settentrionale della Placca Adriatica; la Corna si sarebbe sedimentata in corrispondenza di un alto strutturale noto come "Alto di Botticino".
Questa Formazione è largamente diffusa nelle Prealpi Bresciane tra la Val Trompia e il Lago di Garda, e tra la zona di Lumezzane ed il margine della pianura.
Le tipologie commerciali sono riconducibili a "Botticino Classico", estratto nel Comune di Botticino, e "Semiclassico" e "Fiorito", estratti tra Nuvolera e Serle.
Per effetto dell'ambiente di sedimentazione la roccia è costituita prevalentemente da fango carbonatico (CaCO3) con diversi gradi di dolomitizzazione (CaMg(CO3)2) nei vari banchi estratti lungo la successione stratigrafica; il maggior grado di dolomitizzazione si riscontra nella varietà "Botticino Fiorito".
Si tratta di una roccia micritica (calcare a grana finissima) e contenente, in maniera variabile da banco a banco, inclusi quali intraclasti, ooidi, pellets ed anche fossili di varia natura. L'aspetto del marmo pertanto varia in funzione sia della composizione chimica che della concentrazione degli inclusi citati.
Presenta in genere un colore variabile dal bianco-avorio al beige, e frequentemente si notano strutture stilolitiche dovute a processi diagenetici post-deposizionali, che danno al marmo una peculiare ed apprezzata caratteristica ornamentale.
Dal punto di vista tecnico si tratta di una roccia molto compatta, poco porosa e con un basso assorbimento d'acqua, caratteri che la rendono resistente al gelo ed impiegabile anche in ambienti esterni; per la stessa ragione presenta anche ottime caratteristiche meccaniche quali la resistenza alla compressione, alla flessione e all'usura.
Ricerca in corso
Di recente il Comune di Botticino ha affidato al Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Parma l'incarico di svolgere uno studio per la valorizzazione del marmo "Botticino Classico", al fine di promuovere l'impiego di questo materiale lapideo naturale. All'interno dell'intero bacino estrattivo botticinese è stata effettuata una campionatura degli strati attualmente coltivati, mediante una raccolta di campioni multipli nelle singole bancate.
Il materiale è stato testato secondo la legislazione vigente ed, in particolare, con la normativa europea EN.
I primi dati della ricerca sono depositati presso il Comune di Botticino e sono in corso di pubblicazione da parte di ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Parma.
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Si è tenuto il 14 novembre 2003 presso il Centro Lucia in via Longhetta a Botticino, dalle ore 9.00 alle 13.
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